CHI SONO
Il mio lavoro nasce da una ricerca che si è sviluppata nel tempo, attraversando esperienza diretta, studio e pratica.
Un percorso che non si è formato in modo lineare, ma attraverso passaggi, intuizioni e momenti in cui qualcosa chiedeva di essere compreso più a fondo.
Nel tempo, questo processo ha trovato una direzione sempre più chiara, portandomi a esplorare la coscienza e i suoi movimenti, le dinamiche profonde dell’essere umano, e ciò che accade quando si attraversano davvero i momenti di trasformazione.
Mi occupo di arte, ricerca esoterica, formazioni avanzate e accompagnamento nei processi di trasformazione.
Da oltre venticinque anni porto avanti una ricerca iniziatica che ha dato forma alla via Sephirion Draconis: un sistema magico-evolutivo originale, sviluppato e decodificato nel tempo, che integra una visione sapienziale e teorica della coscienza con pratiche operative ed esperienziali, dando origine a un corpus coerente, strutturato e autonomo.
La sorgente di questo lavoro nasce da un contatto diretto e spontaneo con dimensioni invisibili della realtà, che nel tempo si è sviluppato fino a diventare uno strumento consapevole, preciso e radicato.
Una sensibilità percettiva e medianica che si è progressivamente integrata in una visione strutturata della coscienza e dei suoi processi.
Le tradizioni che ho attraversato dalle correnti esoteriche d’Oriente e d’Occidente all’alchimia interiore, dall’ermetismo allo sciamanesimo, fino alla psicologia del profondo e all’antropologia del sacro, insieme all’esperienza diretta sul campo in contesti sapienziali come India e Messico, hanno rappresentato un terreno di esplorazione e condivisione, come spazi in cui ciò che era già vivo ha trovato risonanza e conferma.
Da quella sorgente lavoro da decenni con centinaia di persone, individualmente e in gruppo, accompagnando processi complessi di trasformazione: crisi esistenziali, passaggi evolutivi, momenti di rottura e di ridefinizione profonda. Allo stesso tempo, lavoro con persone già in equilibrio che sentono una spinta a espandere, potenziare e raffinare la propria presenza, portando maggiore chiarezza, direzione e intensità a ciò che è già vivo.
È un lavoro continuo, incarnato, fondato su una visione non-duale della realtà, su una lettura archetipica dell’esperienza umana e su un principio centrale: la trasformazione come processo reale, vissuto e autodeterminato.
Parallelamente, il mio percorso si sviluppa anche nel teatro e nella pittura, intrecciandosi profondamente con la ricerca esoterica e spirituale che attraverso. Mi sono laureata con il massimo dei voti in Scenografia teatrale e cinematografica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove lo studio della storia del teatro e della scena si è rivelato come uno spazio di lavoro su di sé, un luogo in cui gesto, simbolo e rappresentazione diventano strumenti di trasformazione e di contatto con dimensioni più profonde.
Nel tempo, il teatro, la ritualità e la magia hanno trovato un punto di convergenza, dando forma a un linguaggio in cui l’esperienza interiore può essere vissuta, attraversata e resa visibile.
La ritualità magica operativa, i riti di passaggio, le esperienze Al'Tajak che conduco, sono la sintesi di questa potente fusione: teatro magico, esoterismo, alchimia e trasformazione.
La pittura, che fin da bambina mi accompagna, si è sposata in questo processo come soglia percettiva, capace di amplificare e tradurre in immagine ciò che si muove nei livelli più sottili della coscienza. In questa direzione si colloca anche la creazione delle Carte di Sephirion, sviluppate insieme all’esoterista Carlo Dorofatti, come strumento simbolico e operativo a supporto del lavoro trasformativo.
Per quattro anni ho fondato e condotto l’Accademia della Rosa, uno spazio di insegnamento teorico-esperienziale in cui la ricerca artistica e pittorica si sviluppava come percorso di esplorazione e trasformazione.
Ho collaborato con istituzioni come il Teatro La Fenice, il Teatro dell’Opera di Roma e la Societas Raffaello Sanzio.
Le mie opere pittoriche sono state esposte in contesti quali la Biennale di Venezia, la Biennale di Roma e la Biennale di Ferrara, ed entrano a far parte di collezioni private in Francia, Giappone e Inghilterra.


Nel 2014 ho ricevuto il Premio d’Arte del Museo Pier Maria Rossi.
I miei contributi o articoli nell'ambito della ricerca sono stati pubblicati da Uno Editori, Spazio Interiore e OM Edizioni.
Il filo che attraversa ogni espressione del mio lavoro è unico e coerente: la conoscenza come trasformazione reale, l’immagine come soglia, l’essere umano come opera alchemica in divenire.
LA MIA VOCAZIONE
Restituire al mondo ciò che ho appreso e ricordato: orientamento, visione, potere personale, presenza, profondità, bellezza e magia. Le chiavi dell'auto-guarigione interiore, dell'ascolto profondo di sé, della capacità di riconoscere e vivere i passaggi della vita, e del risveglio del nostro potenziale e dei nostri talenti.
Ciò che ha dato avvio a questa ricerca è stato un anelito profondo, una vocazione: il bisogno di comprendere, di orientarmi, di rispondere alle domande essenziali: perché siamo qui, come si costituisce la realtà, quale sia il senso e la direzione dell'esistenza. In questo percorso non mi sono mai riconosciuta completamente nelle tradizioni esistenti.
Le ho studiate, attraversate e comprese, ma ciò che cercavo non era una forma già data, bensì ciò che le accomunava tutte: un minimo comun denominatore che permettesse di andare oltre le strutture, oltre i linguaggi specifici, per arrivare al cuore di ciò che è vivo.
Ogni tradizione portava con sé un frammento, una chiave, una prospettiva legata al proprio tempo e contesto.
Nel tempo, si è chiarito sempre più il movimento verso qualcosa di universale e non filtrato. Una sensibilità percettiva e medianica si è progressivamente integrata in una visione strutturata della coscienza e dei suoi processi, fino a rendere questa conoscenza trasmissibile e operativa.
È in quel punto, nel contatto diretto con il nucleo, che ha iniziato a prendere forma la via Sephirion Draconis. Questa stessa direzione è ciò che oggi muove il mio lavoro: accompagnare ogni essere umano a ricordare ciò che è già presente dentro di sé. Un potere reale, una storia più antica, una possibilità viva di allinearsi a una realtà diversa da quella pre-confezionata, omologata, ripetitiva, priva di profondità; una realtà che nasce da uno stato di coscienza più ampio, più radicato, più vero.
Accompagnare l'essere umano a riconnettersi a quella parte divina e originaria, oltre ogni condizionamento. In questo senso, Sephirion Draconis si manifesta come una formula viva della coscienza che si risveglia: un principio che può essere esperito, incarnato e reso reale nella propria vita.
Questo lavoro riconduce al contatto con la magia come esperienza concreta, con la ritualità come linguaggio vivo attraverso cui entrare in relazione con se stessi, con la vita e con l'universo.
Porta con sé la memoria delle soglie, dei riti di passaggio, del valore del cammino individuale e della forza del gruppo come campo trasformativo.
E riporta alla domanda che non tramonta: perché si è qui, e come vivere questa vita in modo pieno, consapevole, partecipato.
Questo si esprime anche attraverso la creazione e la trasmissione di un linguaggio nuovo (simbolico, rituale, esperienziale) che nasce dalle radici più antiche e si rende accessibile nel presente con nuova linfa. Una via che attraversa ogni livello dell'essere e conduce verso ciò che è fondante.
È un ritorno alla sorgente. Un togliere ciò che è stato sovrapposto e deformato, per incontrare ciò che è sempre stato lì.
Ogni processo viene accompagnato dentro una dimensione di bellezza: gli oggetti rituali, il gesto, lo spazio, il campo diventano parte di un teatro magico vivente, in cui ciò che si muove interiormente prende forma e diventa esperienza concreta.
Questo lavoro si colloca dentro un passaggio più ampio, un cambiamento che riguarda il modo stesso di percepire e vivere la realtà. Un attraversamento dai paradigmi del passato verso una forma nuova, più consapevole, più integra, più allineata.
E dentro questo passaggio, ogni essere umano ha la possibilità di riconoscersi, scegliere e abitare ciò che è.
