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DIALOGHI MAGICI

— Nota —

 

I Dialoghi Magici sono una serie di testi sapienziali scritti da Sephiria (nome iniziatico di Rita Minelli) fondatrice del sistema iniziatico Sephirion Draconis e dell'Accademia Sephirion Draconis.Attraverso la forma del dialogo tra Maestra e Allievo, questi scritti trasmettono insegnamenti vivi sul cammino iniziatico, sulla natura dell'illusione, sulla ricerca autentica e sul processo di risveglio interiore.

Il formato dialogico non è ornamentale: rispecchia la struttura stessa della trasmissione orale e iniziatica, in cui la domanda dell'allievo è già parte della risposta.I testi qui raccolti sono estratti di una futura pubblicazione. La loro condivisione è riservata al sito Sephirion Draconis e non ne è consentita la riproduzione o la diffusione in qualsiasi forma senza autorizzazione scritta dell'autrice.

 

 

© Rita Minelli Sephiria — Tutti i diritti riservati

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I FALSI MAESTRI

L'allievo, con le sopracciglia corrugate e un'inquietudine che gli pesava sul cuore, domandò:

Allievo:

«Maestra, ovunque sento dire: “Sono tutti falsi profeti, nessuno è autentico…” È davvero così? Siamo condannati a non fidarci di nessuno?»

La Maestra lo guardò dolcemente, con un sorriso appena accennato sulle labbra:

 

Maestra:

«Tu ti fidi di me?»

L'allievo chinò il capo, e con un filo di voce rispose:

 

Allievo:

«Sì, Maestra… mi fido.»

Seguì un silenzio sospeso.

Poi, quasi a difesa, l'allievo aggiunse con esitazione:

 

Allievo:

«Molti però si sono fidati… e hanno incontrato guide false e ingannevoli.»

 

La Maestra, mantenendo lo sguardo fermo e luminoso, replicò con dolce fermezza:

 

Maestra:

«Non hanno sbagliato a fidarsi,

hanno sbagliato a fermarsi lì.

Ogni falso maestro è un guardiano della soglia:

se impari la lezione ti avvicini al vero.

Chi si chiude per paura dell'inganno

resta prigioniero del falso più grande:

non cercare più.»

 

L'allievo abbassò lo sguardo, la voce si fece quasi un sussurro:

 

Allievo:

«E di cosa si sono fidati?»

 

La Maestra, con uno sguardo che attraversava il silenzio:

 

Maestra:

«Non del maestro, ma del loro bisogno.

Non della verità, ma del miraggio che volevano credere.

Il falso profeta vive del vuoto

che non sappiamo guardare in noi stessi.»

 

Quelle parole caddero come rivelazioni, e l'allievo tacque, assorto, il respiro appena percettibile.

 

Maestra:

«Figlio della ricerca,

il mondo riflette ciò che porti negli occhi.

Chi ha sete di verità trova fonti limpide,

chi ha solo sospetto

vede avvelenato anche il ruscello più puro.


 

È vero, ci sono voci che seducono,

guide che legano,

profeti che pascolano sul bisogno degli uomini.

Ma se chiudi il cuore per paura di cadere,

cadrai comunque:

perché non avrai più la forza di camminare

o spiraglio per Vedere.»

 

L'allievo la fissò, esitante:

 

Allievo:

«Quindi come distinguere chi è vero da chi è falso?»

 

La Maestra, sollevando appena il capo come a scandire una verità antica:

Maestra:

«Il falso parla di sé,

il vero ti riporta a te stesso.

Il falso ti rende dipendente,

il vero ti rende libero.

Il falso vuole seguaci,

il vero compagni di via.

Il falso si nutre di maschere,

il vero lascia profondità.»

 

L'allievo sospirò:

 

Allievo:

«E allora perché tanti dicono che sono tutti uguali?»

 

La Maestra con un respiro profondo:

 

Maestra:

«Taluni per mancanza di umiltà,

che non sappiamo guardare in noi stessi.»

 

Quelle parole caddero come rivelazioni, e l'allievo tacque, assorto, il respiro appena percettibile.

 

Maestra:

«Figlio della ricerca,

il mondo riflette ciò che porti negli occhi.

Chi ha sete di verità trova fonti limpide,

chi ha solo sospetto

vede avvelenato anche il ruscello più puro.

È vero, ci sono voci che seducono,

guide che legano,

profeti che pascolano sul bisogno degli uomini.

Ma se chiudi il cuore per paura di cadere,

cadrai comunque:

perché non avrai più la forza di camminare

o spiraglio per Vedere.»

 

L'allievo la fissò, esitante:

 

Allievo:

«Quindi come distinguere chi è vero da chi è falso?»

 

La Maestra, sollevando appena il capo come a scandire una verità antica:

 

Maestra:

«Il falso parla di sé,

il vero ti riporta a te stesso.

Il falso ti rende dipendente,

il vero ti rende libero.

Il falso vuole seguaci,

il vero compagni di via.

Il falso si nutre di maschere,

il vero lascia profondità.»

 

L'allievo sospirò:

 

Allievo:

«E allora perché tanti dicono che sono tutti uguali?»

 

La Maestra con un respiro profondo:

 

Maestra:

«Taluni per mancanza di umiltà,

IL FIGLIO DEL SOGNO

Allievo:

«Maestra, se tutto è illusione,

se questo mondo è solo un sogno che si dissolve all'alba della verità…

allora che senso ha tutto quanto?

Perché vivere, scegliere, soffrire?»

Maestra:

«Domanda antica come il tempo.

Ma dimmi, figlio del sogno:

quando sei immerso in un sogno notturno…

mentre il mondo onirico ti circonda…

ti sembra forse finto?»

 

Allievo:

«No.

Lì per lì mi sembra tutto reale.

Solo dopo mi accorgo che era un sogno.»

 

Maestra:

«Eppure… mentre sogni, ami, corri, temi, desideri.

Provi emozioni vere in mondi irreali.

Capisci?

L'illusione non nega il vissuto.

Lo insegna.


La vita è come un palcoscenico alchemico:

ciò che appare è un simbolo.

Ciò che accade è una lezione mascherata.

Nulla è come sembra…

eppure tutto è necessario.»

 

Allievo:

«Quindi anche il dolore ha uno scopo,

anche se non è “reale”?»

 

Maestra:

«Sì.

Come l'attore che piange sul palco:

le lacrime non bagnano il copione…

ma toccano il cuore di chi guarda.

Il dolore non è uno sbaglio, è un linguaggio.

Un'eco che ti chiama oltre il personaggio.

L'anima si traveste di carne per ricordarsi chi è.

Ogni ferita è un varco,

ogni smarrimento è un invito a ritrovarti.»

Allievo:

«Ma non è frustrante sapere che nulla è permanente?

Che tutto ciò che amo svanisce?»

Maestra:

«È la più grande libertà.

Se nulla resta…

puoi amare senza possedere.

Puoi vivere senza trattenere.

Puoi volare senza paura.

Le cose vere non si tengono…

si attraversano.

La farfalla non si attacca al fiore.

Lo sfiora… e poi continua.»

Allievo:

«Allora qual è il senso?

Se tutto è simbolico… se la vita è un sogno…

che scopo ha ogni passo?»

 

Maestra:

«Il senso…

è svegliarsi dentro il sogno.

Camminare con occhi trasparenti,

vedere il reale dentro l'irreale.

Non fuggire… ma danzare.

Danzare con verità.

Con bellezza.

Con compassione.»

 

Allievo:

«Quindi non si tratta di fuggire il sogno…

ma di viverlo da svegli?»

Maestra:

«Esattamente.

Fuggire è dormire.

Comprendere è la chiave.

L'illusione non è un inganno.

È un messaggio cifrato.

Un linguaggio dell'anima che parla per immagini, eventi, incontri.

Ma solo chi ha occhi non contaminati dalla paura e dal pregiudizio

può leggere ciò che accade.»

Allievo:

«E se fallisco nel leggere?

Se mi perdo nei simboli?

Se scambio il sogno per la realtà… e la realtà per un sogno?»

La Maestra sorridendo rispose:

Maestra:

«Allora ricorda questo:

anche l'incubo è fatto della stessa luce che illumina il risveglio.

Non è il simbolo che inganna.

È l'avidità dell'io di superficie che vuole afferrarlo.

Non temere di cadere…

temi solo di smettere di Osservare.

E se ti perderai, e succederà,

sappi che non esiste vera perdita

per chi ha Visto, anche solo per un istante,

che tutto ciò che appare…

è un invito in codice

per Ricordare.

Per ritornare a Casa.»

Allievo:

«Maestra...

hai detto: “un invito in codice per ritornare a casa.”

Ma qual è la casa?

Cosa significa… davvero?»

La Maestra chiuse gli occhi per un istante, poi parlando piano:

Maestra:

«La casa…

è il punto in te che non ha mai avuto bisogno di cercare.

È quel luogo senza luogo dove non sei nome, ruolo, ferita, successo o fallimento.

È lo sguardo prima che impari a vedere.

La voce prima che prenda forma.

Il fuoco che c'era prima che nascessi…

e che ci sarà anche dopo il tuo ultimo respiro.

La casa…

sei tu,

senza più Sogno da difendere,

Senza più illusioni da rincorrere,

Solo Essere,

Silenzioso, eterno, infinito, reale.»

— ✦ —

I Dialoghi Magici continuano.

Estratti da una futura pubblicazione di Sephiria.
 

© Rita Minelli Sephiria — Sephirion Draconis

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Testimonianze

Marta Baratella

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"Sono stata accompagnata per anni con serietà, umiltà, benevolenza, preparazione vera e profonda saggezza, sia per la parte teorica, sia per la pratica da Sephiria per la quale nutro una grande stima, affetto, rispetto e gratitudine. Lei ti prende per mano con delicatezza ma allo stesso tempo con fermezza; non ti trascina, non ti illude, non ti serve la pappa pronta, non vuole attorno a sé «devoti» ma persone che con serietà, impegno, coraggio e volontà passo dopo passo, affrontano ognuna le proprie sfide, per crescere ed evolvere".

Samanta da Roit

Linda Lo Calzo

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"Da qualche anno conosco Sephiria. Mi sono sempre sentita accolta, mai giudicata. Quelle volte che all'apparenza c'era una provocazione o un no, sentivo che era utile per me restare in quel sentire per comprendere e smantellare falsi sé e credenze limitanti.

Per me lei è come un'alchimista dei tempi antichi, capace di accompagnare con presenza, premura e autenticità anche i momenti di dubbio, paura e difficoltà che inevitabilmente si incontrano durante un vero cammino interiore. Grata alla vita per averla incontrata".

Elena Fait

Samanta Da Roit

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"Sephiria è una guida che riesce a cogliere ogni minima sfumatura e ti permette di andare oltre".

Denise Tortorella

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